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Io sono verticale di Francesca Astrei

  • Durata 60 minuti, Palestra Polivalente L. Sebastiani Rocca di Mezzo, Abruzzo, 67048 Italia (mappa)

Il dolore è talmente intimo e personale che non sempre si riescono a trovare delle parole per comunicarlo al mondo esterno. Induce alla chiusura in sé stessi rendendo di volta in volta l’apertura più faticosa, ai limiti dell’insostenibile, al punto da sentirsi non più isolati nella propria sofferenza, ma al sicuro in essa: il dolore diventa casa, culla, e il mondo fuori qualcosa di troppo pesante, ancora più doloroso del dolore stesso, che non si è in grado di affrontare. La sensazione ossessionante di non essere all’altezza del resto del mondo, induce a visualizzare come unica soluzione per non deludere sé stessi e gli altri, il restare al chiuso, al buio, immobili, soli. Il dolore fa pensare cose sbagliate, ma non è una bugia: è reale, fisico, concreto, anche se invisibile.

E i familiari? Le persone vicine a chi è “chiuso nel dolore”, come vivono questa sua condizione? L’avere una persona amata “murata in se stessa”, genera a propria volta dolore. Cosa succede quando gli affetti vengono a bussare alla porta di questo “rifugio di angoscia”? Come far comunicare il mondo fuori con il mondo dentro, limitando la sofferenza per entrambe le parti?

di e con Francesca Astrei

(vincitrice Premio Ubu 2025 - Miglior Attrice Under 35)

residenze di creazione: Carrozzerie n.o.t., nidOramai

produzione: Pallaksch

con il contributo del Ministero della Cultura

spettacolo vincitore del Premio della Giuria dell'XI edizione di Direction Under 30 - Teatro Sociale di Gualtieri e del Premio Internazionale Yarts Project

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