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Tradere di Corpora

  • Durata 60 minuti, Piazza della Chiesa Madre Rocca di Mezzo, Abruzzo, 67048 Italia (mappa)

Tradere in latino significa tramandare, ma anche lasciar andare, tradire. Ricorda per assonanza la parola trade, in inglese commercio. Come cambiano luoghi e persone quando vengono guardati dall’esterno? Cosa accade quando questo sguardo è quello mercificante del turismo di massa? Come avviene la trasformazione di un rito in folklore e di un’identità in brand? Tradere si interroga sulla sopravvivenza dell’identità nell’epoca della sua “riproducibilità turistica”. Abitare o visitare uno spazio sono interventi trasformativi che deformano l’urbanistica e l’assetto sociale. Il territorio, svuotato della sua funzione abitativa e trasformato in asset speculativo, diviene inaccessibile ai suoi stessi residenti. Il pubblico occupa una posizione scomoda: è parte integrante di questo meccanismo ma è anche lo sguardo esterno che ne accelera lo snaturamento. In un’epoca in cui il mercato ha saturato la produzione di oggetti, l’accumulazione si sposta verso la colonizzazione del tempo, dei riti e dei legami comunitari. Trova spazio, nei nostri sguardi, l’invisibile?

da un’idea di Giulia Sangiorgio

un progetto della compagnia Corpora

regia Giulia Sangiorgio

drammaturgia Eliana Rotella

progetto sonoro e musiche originali Andrea Centonza

con Viviana Dorsi

luci Tullia Luce Ruggeri

cianotipie Caterina Gruden

consulenza scenotecnica Marco Rossi

organizzazione Caterina Gruden

produzione ZONA K

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea

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8 agosto

Di tutto, ne resta un poco? - progetto speciale sui 10 anni del Festival di Dario Del Fante ed Eliana Rotella